Notizie Scolastiche

Questo blog è curato da Bartolo Pavone esperto sindacalista del mondo scolastico.

L'obiettivo principale e': rendere un servizio trasparente, professionale, di massima coerenza, onesta' intellettuale, sociale verso tutti e nell'interesse di tutti .FOTO : TAVOLO TECNICO AL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE CON I RAPPRESENTANTI DEL MIUR.

Mi auguro che sia di Vostro gradimento e Vi ringrazio per la Vostra cortese attenzione.

giovedì 10 agosto 2017

Pavone, confintesa scuola sicilia : Ecco cosa serve per poter accedere alla riforma 0-6 anni, scuola dell'infanzia.

Ecco una scheda sulla riforma 0- 6 anni, con la precisazione di quali saranno i titoli di studio richiesti per accedere all’insegnamento negli asili nido e nelle scuole di infanzia.
PIU’ POSTI DISPONIBILI 
Un tempo il nido e l’asilo erano l’unica alternativa ai nonni per i figli di madri lavoratrici. Un luogo dove saperli al sicuro e accuditi, ma non necessariamente attivi. Lì dove il welfare familiare non ce la faceva subentravano insomma come servizi di ripiego, se si riusciva a trovare posto. Con la Buona scuola è cambiato tutto: i piccoli, anzi i piccolissimi che frequentano nidi e asilo iniziano un percorso educativo che li seguirà fino alla scuola dell’obbligo. Per garantire l’accesso ai servizi per l’infanzia al 33% dei bambini fino a 3 anni e al 100% di quelli tra i 3 e i 6 anni nel 75% dei comuni, sono stati stanziati 670 milioni di euro nel triennio 2017-2019.
FAMIGLIE PIÙ COINVOLTE 
La riforma prevede che ad un contributo economico da parte delle famiglie corrisponda una partecipazione diretta e un monitoraggio da parte delle stesse attraverso gli organismi di rappresentanza.
EDUCATORI PIÙ QUALIFICATI 
Anche la qualificazione del personale viene ridisegnata: per diventare educatore negli asili nido occorre la laurea triennale e per insegnare nella scuola dell’infanzia serve conseguire la laurea magistrale.
Palermo, 10/08/2017     La segreteria regionale confintesa scuola sicilia

Pavone, confintesa scuola sicilia : Importante comunicato da parte del Miur per l'acquisizione dei crediti formativi universitari o accademici ( CFU/CFA) necessari per poter insegnare.

Comunicato Miur – La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha siglato oggi il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari o accademici (Cfu/Cfa) necessari alle laureate e ai laureati non abilitati all’insegnamento per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria che sarà bandito nel 2018 in base alle nuove regole previste da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola.
D’ora in poi è infatti previsto che candidate e candidati debbano avere nel curriculum di studi 24 crediti formativi universitari o accademici (acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche.
Il decreto firmato oggi fornisce elementi utili per verificare come e dove integrare, se necessario, i propri crediti formativi universitari. Con precisi paletti anche per quanto riguarda i costi da affrontare, che vengono fortemente calmierati grazie al decreto e in accordo con Università e istituzioni AFAM: chi sta per conseguire la laurea potrà effettuare gli eventuali esami aggiuntivi gratuitamente. Una misura che guarda alle giovani e ai giovani che vogliono avvicinarsi all’insegnamento. Mentre chi è già laureato e deve integrare gli esami potrà farlo pagando al massimo 500 euro, che saranno ridotti in proporzione al reddito e al numero di crediti da conseguire.
I crediti potranno essere acquisiti esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Si potranno acquisire per modalità telematica un massimo di 12 crediti. Potranno essere riconosciuti anche i crediti conseguiti nell’ambito di Master, Dottorati di ricerca, Scuole di specializzazione.
Il decreto indica i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali possono essere acquisiti i crediti, quali obiettivi formativi debbano conseguire studentesse e studenti universitari ed accademici affinché i relativi esami siano considerati validi per il conseguimento dei crediti stessi. In fase di prima attuazione delle novità introdotte, per favorire le studentesse e gli studenti in questo periodo transitorio, il numero degli esami ‘riconoscibili’ per i 24 cfu presso i diversi settori scientifico-disciplinari è stato molto ampliato.
“Con uno dei decreti attuativi della Buona Scuola abbiamo rivisto le modalità di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria, con un nuovo modello di reclutamento e formazione iniziale che punta ad evitare che si formino nuove sacche di precariato, ad offrire orizzonti temporali certi e un percorso chiaro fra concorso e immissione in ruolo alle giovani e ai giovani che vogliono insegnare, a garantire l’elevata qualificazione del percorso di formazione delle future e dei futuri docenti – spiega la Ministra Valeria Fedeli -.
Si tratta di un cambiamento molto importante che stiamo accompagnando con una apposita fase transitoria. Questo decreto è un primo importante passo per avviare il nuovo percorso”.
La fase transitoria guarda anche a chi già insegna da tempo: il requisito del possesso dei 24 Cfu/Cfa non è previsto per la partecipazione ai concorsi che riguarderanno i docenti già abilitati e quelli che, pur non essendolo, hanno comunque maturato almeno tre anni di servizio come supplenti. Personale che è già formato allo svolgimento della professione docente o è già in possesso di esperienza al riguardo.
Roma, 10 agosto 2017

Pavone, confintesa scuola sicilia : Importante comunicazione da parte del Miur

L’assegnazione degli ambiti ai neo immessi in ruolo, secondo l’ultima tempistica dettata dal Miur, si è conclusa nella giornata di ieri 9 agosto. 
In realtà, la summenzionata data non sarà rispettata in tutte le province sia perché alcuni USP hanno calendarizzato le convocazioni per le immissioni oltre il 9 agosto (vedi ad esempio USP di Agrigento, dove le operazioni termineranno l’11 agosto) sia perché vi potranno essere delle nomine in surroga, di cui abbiamo parlato in “Immissioni in ruolo: ancora posti liberi e nomine in surroga. Quando si prende servizio“.
I docenti nominati dopo la succitata data (9 agosto) non avranno più la possibilità di inserire su Istanze Online il CV, i requisiti e la scuola di partenza, in quanto le relative funzioni sono state aperte sino alla giornata di ieri.
Per i suddetti docenti, dunque, non vi sarà la chiamata diretta ma l’assegnazione da parte dell’Ufficio competente, che attribuirà la scuola di incarico secondo l’ordine di graduatorie.
Lo stesso Miur ha pubblicato un apposito Avviso (relativo solo alle surroghe, ma naturalmente valido anche per chi è nominato in prima battuta dopo la data del 9 agosto), in cui comunica che: In caso di surroga i docenti che con la rettifica dovessero cambiare ambito di titolarità, saranno quindi trattati a partire dalla prima scuola dell’ambito, come da elenchi ufficiali.
L’assegnazione della scuola, dunque, nei casi sopra citati, avverrà partendo dalla prima scuola dell’ambito, così come indicato negli elenchi ufficiali.
palermo, 10/08/2017    La segreteria regionale confintesa scuola sicilia